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Dall'India a Firenze: W la religione!

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Dall'impero del grande Asoka alla Firenze del terzo Millennio:

tolleranza e pluralismo religioso

Asoka fu uno dei più importanti sovrani dell’India antica, salì al trono tra il 270-265 a.C., e governò per circa trent’anni un territorio che si estendeva per quasi tutto il subcontinente indiano. Dopo essersi dedicato all’espansione del suo regno, l’imperatore si rese conto della violenza e delle stragi compiute dai suoi soldati durante la conquista del Kalinga, e dal quel momento in poi si autoproclamò membro laico della comunità buddhista.

Il suo obbiettivo principale diventò estendere la tolleranza religiosa a tutte le comunità presenti sul territorio, che cercò di far coesistere pacificamente. Il suo fu un dhamma di pochi precetti elementari, con alla base il principio di non violenza nei confronti di tutti gli esseri.

La vecchia politica bellicosa e dedita ai piaceri mutò in una politica di tolleranza, e il suo regno si basò sul pluralismo religioso, sulla rinuncia totale a guerre e conquiste e sul limitare le uccisioni di animali (anche per scopi alimentari). Fece costruire fontane, case-asilo e luoghi per la cura delle malattie: il suo intento era "dimostrare di avere le capacità di creare il benessere per tutti" (editto VI).

Tutte queste informazioni sulla vita e il governo si Asoka ci sono pervenute attraverso epigrafi e iscrizioni rupestri (editti). Sulle rocce egli “diceva”: <<Il re Piyadassi caro agli dèi onora tutte le confessioni, quelle di coloro che se ne sono andati e quelle di coloro che stanno a casa, con doni e onori di vario tipo.[…]>>. L’editto invita anche a rispettare tutti gli appartenenti ad altre sette, a non biasimare le altre confessioni per esaltare la propria.

Per sottolineare l’importanza che ha avuto questo uomo nell’India del III sec. a.C. propongo una citazione: "Dal Volga al Giappone il suo nome è onorato ancora oggi. La Cina, il Tibet e l'India, che pur ha abbandonato la sua dottrina, conservano la tradizione della sua grandezza. Sono più numerosi gli uomini che oggi hanno cara la sua memoria di quelli che mai hanno sentito parlare di Costantino e Carlo Magno. " H.G. Wells.

Qualcosa di molto simile -trattando di tolleranza religiosa- è successo a Firenze nella giornata del 3 Febbraio 2019. Circa duemila persone si sono riunite per prendere parte alla camminata “Firenze Comunità in cammino: incontrarsi, conoscersi e accogliersi”, e con loro anche 22 ordini spirituali diversi, ognuno con la propria comunità.

La camminata, svoltasi durante la settimana mondiale per l'armonia religiosa indetta dall'Onu, partendo dall'abbazia di San Miniato in Monte fino ad arrivare in Piazza della Signoria, ha toccato tutti i luoghi più o meno simbolo di ogni comunità partecipante. Ebrei, cattolici, musulmani, buddisti, evangelici, induisti, nativi americani, sono solo alcune delle fedi religiose protagoniste.

Presente, al termine della passeggiata, il sindaco Dario Nardella, che ha dichiarato di ritenersi orgoglioso della sua città, in quanto comunità aperta e coesa, simbolo di pace ed accoglienza. Dall'India del II secolo a.C. alla Firenze odierna, la tolleranza religiosa è un tema -purtroppo- ancora attuale.

La camminata è stato un piccolo passo verso la pace e la convivenza religiosa; c'è ancora molta strada da fare, ma non ci sono dubbi che quello di Firenze sia stato un gande esempio non solo per la città ma – speriamo – anche per tutta l'Italia.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 11 Febbraio 2019 10:40 )  

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