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Il popolo kurdo in Siria

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Nel nord-est della Siria, dove incombono le propaggini sud-occidentali delle catene montuose anatoliche, c'è la parte di territorio definito "Kurdistan siriano" o "Rojava". Tribù kurde sono presenti anche nella regione semimontuosa dell'est del Paese denominata Jazira (altrimenti definita Nord Mesopotamia); gli insediamenti proseguono poi all'altezza di Aleppo, dove numerosi villaggi-alveare (con i tipici tetti conici a due o tre pinnacoli) testimoniano della presenza diffusa di questo popolo.

Ai tempi dell'impero ottomano, nella regione nord-orientale, venivano reclutati nei reggimenti uomini kurdi per mantenere l'ordine nelle campagne. Dopo lo smembramento dell'impero nel distretto di Hasset a Jazira, la popolazione passa dai 40.000 abitanti del 1929 al mezzo milione di fine secolo, quando il governo tentava un progressivo popolamento delle zone circostanti mediante costruzioni di notevoli opere irrigue. Oggi i kurdi rappresentano l'11% della popolazione totale.

Per molto tempo il popolo kurdo si è trovato a cavallo di confini puramente convenzionali e le sue ataviche istanze di indipendenza sono state a lungo ignorate; la guerra civile esplosa nel 2011 e le vittorie contro lo Stato Islamico hanno generato nuove opportunità per la minoranza kurdo-siriana.

Nel 2012, a seguito dell'inasprimento della guerra siriana, le forze governative, per proteggere il cuore del paese, si vedono costrette a ritirarsi dalle aree abitate dalla minoranza kurda. Il nord-est del paese passò sotto il controllo delle milizie kurde dell'Unità di Protezione Popolare, ala militare del Partito dell'Unione Democratica. Protagonisti della resistenza di Kobanê e di numerose vittorie contro l'ISIS, i kurdi dichiararono l'autonomia dei cantoni di Afrin, Jazira e Kobanê.
Con questi importanti avvenimenti, il Kurdistan siriano ha acquisito un'effettiva autonomia politica, nei cantoni di kobanê, Jazira, Şehba e Afrin, riuniti dal 2016 nella federazione autonoma democratica Rojava (in kurdo Rojavayê Kurdistanê: "Kurdistan Occidentale").

Il "Rojava" è una federazione con un sistema repubblicano parlamentare pluralista e decentrato, diviso in quattro cantoni basati sul principio dell'autogoverno. Tuttavia, siccome la lotta allo Stato Islamico volge al termine, il governo siriano presto tornerà ad occuparsi del popolo kurdo, al quale non vuole riconoscere una totale indipendenza poiché il Kurdistan siriano è passaggio geostrategico fondamentale per gli oleodotti di petrolio e gas destinati ad arrivare in Europa. L'importanza dell'area è dovuta anche alla consistente presenza di risorse idriche e cerealicole. Di conseguenza, il riconoscimento dell'indipendenza del Rojava comporterebbe notevoli danni economici al paese.

D'altronde, il popolo kurdo è consapevole che, risolta la situazione con le ultime sacche di resistenza jihadista, il governo di Damasco tornerà a occuparsi del nord-est e si prepara a proteggere l'autonomia conquistata negli anni della guerra. Intanto, sono stati chiesti: la piena autonomia dei cantoni, l'aiuto dell'esercito governativo nella battaglia contro le forze filo-turche a Idlib e Afrin e il ritiro immediato di tutti i militanti iraniani nel paese.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 24 Luglio 2019 18:41 )  

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