La Corte Costituzionale turca ha respinto l'istanza di chiusura dell’Akp del primo ministro Tayyip Erdoğan, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (che tuttavia si vedrà decurtati della metà i fondi pubblici). Lo ha annunciato il presidente della Corte, Hasim Kilic, al termine del terzo giorno di udienza. Il verdetto dovrebbe porre fine a mesi di incertezza politica nel paese, che hanno danneggiato mercati finanziari ed investimenti stranieri. E che soprattutto hanno fatto temere il ritorno della Turchia sotto l’ennesimo regime militare. Il ricorso era stato presentato dal procuratore generale presso la Corte di Cassazione con l'accusa di “attività antilaiche”, su neanche troppo velata pressione delle Forze armate.
Lo Stato Maggiore turco ha enormi poteri di indirizzo e di controllo, riconosciuti dalla Costituzione stessa. Un potere che è stato messo esplicitamente in discussione da Erdoğan durante la recente campagna elettorale. E’ questa la posta in gioco: non il laicismo, ma il controllo delle leve del potere e l’eventuale modifica dell’assetto costituzionale.
Giulio Gori
Lo Stato Maggiore turco ha enormi poteri di indirizzo e di controllo, riconosciuti dalla Costituzione stessa. Un potere che è stato messo esplicitamente in discussione da Erdoğan durante la recente campagna elettorale. E’ questa la posta in gioco: non il laicismo, ma il controllo delle leve del potere e l’eventuale modifica dell’assetto costituzionale.
Giulio Gori
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






