Le elezioni presidenziali francesi si avvicinano e sempre di più l’elettorato cede alla sirena centrista. Il candidato dell’UDF, François Bayrou, è accreditato dai sondaggi oltre la soglia del 20 per cento, risultato questo che mette in forse la partecipazione al secondo turno delle elezioni della candidata socialista Ségolène Royal e del candidato neogollista Nicolas Sarkosy. La prima, stimata attorno al 23 per cento, è in discesa nelle intenzioni di voto dall’inizio dell’anno. Il secondo vede il proprio consenso venir rosicchiato settimana dopo settimana. Se alla fine del 2006 quasi un francese su tre era intenzionato a votarlo, oggi la maggioranza degli istituti di ricerca lo colloca attorno al 25 per cento. Un nuovo terremoto è all’orizzonte per la politica francese? Lo spettro del 2002, quando il candidato dell’estrema desta Le Pen soffiò il secondo turno all’allora candidato Jospin, comincia ad aggirarsi tra i dirigenti del Partito Socialista. Oggi, il segretario François Hollande ha dichiarato esplicitamente di temere una simile eventualità, invitando il popolo della sinistra a non disperdere il proprio voto verso i “partitini” di estrema sinistra, ricordando come il loro exploit nel 2002 impedì alla sinistra di essere rappresentata al secondo turno. La candidata Ségolène Royal ha pubblicamente chiesto di poter affrontare in tv sia Sarkosy che Bayrou, legittimando così il terzo incomodo in quella che oramai è una corsa a tre per l’Eliseo. Stabile nei sondaggi al 14 per cento, Le Pen è comunque dato, a trenta giorni dalle elezioni, ad un livello più alto rispetto al medesimo periodo del 2002. Anche allora tutti gli istituti di indagine sottostimarono il suo risultato. Nessuno aveva osato prevedere la sua presenza al secondo turno.
Andrea Pardini, inviato da Parigi DEApress.
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