
Ieri sera sono scaduti i termini per presentare le liste con i nomi dei candidati che correranno per Camera e Senato. Il PD ha indetto una conferenza stampa, che si è tenuta stamane a Firenze, durante la quale ha presentato i propri candidati per la Toscana. Sono intervenuti gli Onorevoli Vannino Chiti e Dario Franceschini.
“Sarà più facile per noi vincere questa competizione elettorale di quanto non sarà per l’Inter una vittoria nella partita di questa sera”.Tramite questo paragone calcistico, con il quale ha esordito il’On.Chiti, si è tentato di smentire l’ipotesi secondo la quale il PD, convinto dell’impossibilità di una eventuale vittoria, starebbe soltanto cercando di limitare i danni della sconfitta. “Noi corriamo per la vittoria”ricordano, infatti, all’unisono gli esponenti del PD.
L’On. Chiti ci tiene a rammentare la scelta coraggiosa del PD che avrebbe inaugurato una stagione politica rivoluzionaria; coraggio che è evidente nelle”proposte chiave”del PD che ruotano intorno alla questione dei salari e del carovita. Nonostante, tuttavia, si tenda a non menzionare gli ideali politici che stanno dietro simili scelte, risulta chiaro fin dall’elenco dei candidati, come simili interventi sui salari siano legati indissolubilmente ad incentivi da concedere preventivamente alle imprese.
Un altro argomento su cui si sofferma l’On. Chiti,e che costituisce la principale delle motivazioni addotte per giustificare il distacco dalla sinistra c.d. radicale, è la legge elettorale con la quale, dice Chiti, non meritavamo di dover correre.
L’onorevole Franceschini esordisce elogiando la Toscana, che deve essere presa come modello al quale tutta l’Italia dovrebbe ispirarsi, per poi passare ad introdurre la lista dei candidati. A questo proposito Franceschini sottolinea gli elementi di discontinuità rispetto alle candidature del 2006: parla di”liste belle e pulite”, sottolineando l’assenza di pregiudicati tra i candidati, la forte presenza femminile, l’età media dei personaggi in lista, di gran lunga inferiore alla passata competizione elettorale, “e l’ assenza di fascisti nelle nostre liste”concedendosi una battuta polemica sulle affermazioni di G. Ciarrapico. L’Onorevole si abbandona, infine, ad una apologia della moderazione, ricordando, tuttavia, che “non è giusto definire ‘ di centro ’ l’elettorato del PD”.
Prima della conclusione degli interventi,tanto agognata poiché avrebbe dato il via al rinfresco, un unico, timido quesito viene posto all’On. Franceschini allo scopo di capire perché e che effetti avrebbe sortito questa netta presa di distanza dalla Sinistra radicale; distanza che risulta evidente dal fatto che quei temi – legge sul conflitto di interessi,riforma della giustizia, missioni italiane all’estero, diritti civili, ecc. – che hanno rappresentato il cavallo di battaglia dell’Unione durante la passata campagna elettorale, non sono stati neanche menzionati. Franceschini rimane sul vago assicurando la presenza di tali priorità nel programma del PD e, ricordando la difficoltà di governare avendo alle spalle coalizioni eterogenee, spera di poter avere una squadra compatta che si riconosca in un unico gruppo parlamentare.
Matteo Stagliano`- DEApress
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