Malgara tempora currunt
Ha scatenato le critiche la nomina del manager alla Biennale.
di Bruno Giurato
C'è baruffa in Laguna. Giulio Malgara nuovo presidente della Biennale non è gradito a molti. Dopo la protesta del sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, che aveva contestato la scelta del ministro Giancarlo Galan per la poltrona culturale più prestigiosa in Italia, e gli editoriali anti-Malgara di Natalia Aspesi su Repubblica, la questione, a livello locale è esplosa.
Le critiche girano intorno a una questione fondamentale: un manager dell'alimentare, e presidente dell'Auditel, non c'entra molto con la prestigiosa istituzione veneziana.
Interessante il fatto che, fino ai primi di settembre 2011, in ambienti vicini a Galan si dava per scontata la riconferma di Baratta per il terzo mandato. Che cosa sia successo in un mese è il piccolo-grande giallo di questa tornata di nomine. Giuliano Da Empoli, assessore alla Cultura di Firenze, e membro uscente del consiglio di amministrazione della Biennale, ha rinfocolato i dubbi: «Rispetto alla linea favorevole a Baratta, che Galan sembrava seguire in un primo momento, la scelta di Malgara pare una virata abbastanza brusca», ha spiegato a Lettera43.it. «Ed è proprio qui l'errore. La nomina probabile di Nastasi indica che Galan pensa solo a una logica di breve periodo. I ministri passano, invece il consiglio di amministrazione dura quattro anni».
La pensa diversamente Vittorio Sgarbi, che pure con Galan ha avuto forti contrasti: «Non ci vedo assolutamente niente di scandaloso nella nomina di Malgara», ha detto a Lettera43.it. «Baratta era stato a suo tempo nominato da Francesco Rutelli e ministro con la sinistra. Anche Paolo Bernabé e Davide Croff, suoi predecessori erano vicini al centrosinistra. Adesso il centrodestra ci mette un suo uomo, non ci vedo niente di male». Come si spiega, allora, la rivolta? «Si tratta di una forma di maleducazione istituzionale. Quando fui chiamato al Padiglione Italia sia Orsoni che Massimo Cacciari mi attaccarono. Poi Cacciari decise di stare zitto, Orsoni venne a chiedermi scusa e ad abbracciarmi».
Mercoledì, 12 Ottobre 2011
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