Che diavolo succede in Palestina?
di Hisham Bustani*
di Hisham Bustani*
Quello che sta succedendo in Palestina è la conseguenza della tremenda miopia di Hamas, e di una efficace strategia messa in atto dai Sionisti ( che operano alle spalle dell’imperialismo USA ) e dai loro collaboratori interni.
Hamas rappresentava una forma di resistenza - il nemico era chiaro: l'entità Sionista. La strategia era chiara: nessun riconoscimento dell'occupazione, diTUTTA l'occupazione (inclusa l'occupazione della terra Araba del 1948, a differenza della debole posizione di copertura adottata dalle principali correnti politiche mondiali e da Fatah che accettano l'occupazione prima del 1967).
Ebbene, Hamas cadde nella trappola (di proposito o altrimenti) quando si presentò alle elezioni ed accettò di entrare in competizione per il governo:
1 - L'Autorità Palestinese (PA), il governo, l'Assemblea Nazionale Palestinese (Parlamento) fanno riferimento TUTTI all'accordo di Oslo, che non solo riconosce ma, cosa ancor più rilevante, conferisce potere ad "Israele" sopra la Cisgiordania e su Gaza.
Questi organismi di "governo" non hanno alcuna sovranità, alcun esercito, alcun controllo sui punti di "confine", alcuna entrata indipendente, assolutamente niente.
Quindi, Hamas ha indirettamente abbandonato la sua strategia quando è venuto a partecipare delle conseguenze concrete dell'accordo di Oslo, anche se si è ostinato a conservare (all'inizio) la sua posizione teorica di rifiuto del riconoscimento di "Israele".
2 - "Israele", Europa e gli USA hanno trovato il momento adatto per innescare una guerra civile lungamente attesa e probabilmente pianificata. Gli strumenti sono semplici: togliere tutti gli aiuti finanziari ai Palestinesi con la scusa che Hamas è una organizzazione "terrorista", questo provocherà all'interno della Cisgiordania e di Gaza un malcontento popolare aizzato da un gran numero di seguaci che erano da tempo alleati degli USA e di "Israele", da loro sostenuti e finanziati, oltre a fornire loro armi ed altri mezzi.
Come risultato: la Fase Uno della Guerra Civile.
3 – Di seguito a questa Fase Uno, i regimi Arabi (soprattutto il regime Saudita) sarebbero intervenuti per preservare il "sangue Palestinese". Naturalmente tutti sanno che i regimi Arabi hanno le mani sporche di sangue Palestinese! Oltre ad essere stretti alleati degli USA (e quindi di "Israele"). L'obiettivo della manovra sarebbe quello di trascinare Hamas sempre più giù nel profondo di acque torbide. L'accordo della Mecca è appena concepito e Hamas non parla più di liberazione dell'intera Palestina, adesso loro parlano di uno Stato Palestinese nei confini del 1967.
4 - Ovviamente, questo non era abbastanza, ora, se si verifica una guerra civile Palestinese, "Israele" e gli USA ( ed Europa) hanno un'occasione d'oro, quindi perché fermare il treno. Una maggiore esasperazione ha portato all’interno ad una tremenda recrudescenza di Palestinesi che uccidono Palestinesi a beneficio di "Israele" e degli Stati Uniti, all’interno del grandioso progetto di un "nuovo" o "più ampio" Medio Oriente".
Come risultato: la Fase Due della Guerra Civile. Una delle tre regioni in cui si sviluppa la resistenza (Palestina, Libano, Iraq) è neutralizzata. Il centro della lotta Imperialista Arabo Sionista è tremendamente stravolto.
La logica dice: uno stato non può essere allo stesso tempo resistente/rivoluzionario e di governo, e allora se questo "governo/stato" è sotto occupazione e completamente sotto il controllo di poteri estranei e variabili come nel caso della Palestina?
Hamas, entrando nella competizione per un "governo-sotto-occupazione", ha fatto una scelta di suicidio politico, Fatah ha deciso di abbandonare la lotta già tanto tempo fa, ed è controllato da corrotti gangsters chiamati "leaders". Il risultato è quello che vediamo oggi.
Attribuire la "guerra civile" a fattori intrinseci Palestinesi è totalmente fazioso. C'è una dinamica di interazioni di entrambi i fattori: estrinseci ed intrinseci, giocando il primo un ruolo di primo piano e fornendo il secondo il "terreno preparato".
In questi tempi molto duri e confusi, il ruolo della solidarietà Internazionale è di fondamentale importanza, perché se alcune fazioni in Palestina perdessero la loro capacità di mettere a fuoco e questo fosse accompagnato da una tendenza simile all'estero, la causa fallirebbe completamente, e tutti noi perderemmo.
La lotta in Palestina è per logica elementare una lotta internazionalista: una lotta contro l'Imperialismo e il Sionismo GLOBALE, combattuta con meccanismi locali. C'è una continuità nella lotta tra l'interno e l'esterno, è per questo che io insisto sempre affinché il cosiddetto movimento di solidarietà non si fermi a essere "sostenitore" della causa, ma DEVE considerarsi ELEMENTO E PARTE della causa, quindi è una PARTE INTEGRANTE DELLA RESISTENZA.
Ora è il momento cruciale per intensificare il sostegno Internazionale per la causa Arabo Palestinese, non sulla base di una retorica disfattista di una soluzione a due Stati che rifiuta una parte dell'occupazione (occupazione dopo il 1967) ma ne ACCETTA un'altra (occupazione prima del 1967), ma sulla base della totale eliminazione dell'entità Sionista illegittima e razzista fatta di insediamenti coloniali.
Se cadiamo nella trappola Imperialista/Sionista di "guarda, i Palestinesi si ammazzano fra di loro, perché diavolo dovremmo preoccuparcene", allora perdiamo la Palestina tutti insieme, e PERDIAMO tutti allo stesso modo, perché è solo l'Imperialismo/ Sionismo che raccoglierà i profitti a scapito dell’intera popolazione.
Quando un individuo perde la vista, è responsabilità di tutti gli altri guidarlo nella via.
* Il Dott. Hisham Bustani è uno scrittore ed attivista, è un membro fondatore dell'"Alleanza Popolare di Resistenza Araba” e un membro della Commissione di Coordinamento di essa. E' anche un membro della Commissione esecutiva del Forum del Pensiero Socialista in Giordania.
(traduzione di Claudia Maria Piga)
Hamas rappresentava una forma di resistenza - il nemico era chiaro: l'entità Sionista. La strategia era chiara: nessun riconoscimento dell'occupazione, diTUTTA l'occupazione (inclusa l'occupazione della terra Araba del 1948, a differenza della debole posizione di copertura adottata dalle principali correnti politiche mondiali e da Fatah che accettano l'occupazione prima del 1967).
Ebbene, Hamas cadde nella trappola (di proposito o altrimenti) quando si presentò alle elezioni ed accettò di entrare in competizione per il governo:
1 - L'Autorità Palestinese (PA), il governo, l'Assemblea Nazionale Palestinese (Parlamento) fanno riferimento TUTTI all'accordo di Oslo, che non solo riconosce ma, cosa ancor più rilevante, conferisce potere ad "Israele" sopra la Cisgiordania e su Gaza.
Questi organismi di "governo" non hanno alcuna sovranità, alcun esercito, alcun controllo sui punti di "confine", alcuna entrata indipendente, assolutamente niente.
Quindi, Hamas ha indirettamente abbandonato la sua strategia quando è venuto a partecipare delle conseguenze concrete dell'accordo di Oslo, anche se si è ostinato a conservare (all'inizio) la sua posizione teorica di rifiuto del riconoscimento di "Israele".
2 - "Israele", Europa e gli USA hanno trovato il momento adatto per innescare una guerra civile lungamente attesa e probabilmente pianificata. Gli strumenti sono semplici: togliere tutti gli aiuti finanziari ai Palestinesi con la scusa che Hamas è una organizzazione "terrorista", questo provocherà all'interno della Cisgiordania e di Gaza un malcontento popolare aizzato da un gran numero di seguaci che erano da tempo alleati degli USA e di "Israele", da loro sostenuti e finanziati, oltre a fornire loro armi ed altri mezzi.
Come risultato: la Fase Uno della Guerra Civile.
3 – Di seguito a questa Fase Uno, i regimi Arabi (soprattutto il regime Saudita) sarebbero intervenuti per preservare il "sangue Palestinese". Naturalmente tutti sanno che i regimi Arabi hanno le mani sporche di sangue Palestinese! Oltre ad essere stretti alleati degli USA (e quindi di "Israele"). L'obiettivo della manovra sarebbe quello di trascinare Hamas sempre più giù nel profondo di acque torbide. L'accordo della Mecca è appena concepito e Hamas non parla più di liberazione dell'intera Palestina, adesso loro parlano di uno Stato Palestinese nei confini del 1967.
4 - Ovviamente, questo non era abbastanza, ora, se si verifica una guerra civile Palestinese, "Israele" e gli USA ( ed Europa) hanno un'occasione d'oro, quindi perché fermare il treno. Una maggiore esasperazione ha portato all’interno ad una tremenda recrudescenza di Palestinesi che uccidono Palestinesi a beneficio di "Israele" e degli Stati Uniti, all’interno del grandioso progetto di un "nuovo" o "più ampio" Medio Oriente".
Come risultato: la Fase Due della Guerra Civile. Una delle tre regioni in cui si sviluppa la resistenza (Palestina, Libano, Iraq) è neutralizzata. Il centro della lotta Imperialista Arabo Sionista è tremendamente stravolto.
La logica dice: uno stato non può essere allo stesso tempo resistente/rivoluzionario e di governo, e allora se questo "governo/stato" è sotto occupazione e completamente sotto il controllo di poteri estranei e variabili come nel caso della Palestina?
Hamas, entrando nella competizione per un "governo-sotto-occupazione", ha fatto una scelta di suicidio politico, Fatah ha deciso di abbandonare la lotta già tanto tempo fa, ed è controllato da corrotti gangsters chiamati "leaders". Il risultato è quello che vediamo oggi.
Attribuire la "guerra civile" a fattori intrinseci Palestinesi è totalmente fazioso. C'è una dinamica di interazioni di entrambi i fattori: estrinseci ed intrinseci, giocando il primo un ruolo di primo piano e fornendo il secondo il "terreno preparato".
In questi tempi molto duri e confusi, il ruolo della solidarietà Internazionale è di fondamentale importanza, perché se alcune fazioni in Palestina perdessero la loro capacità di mettere a fuoco e questo fosse accompagnato da una tendenza simile all'estero, la causa fallirebbe completamente, e tutti noi perderemmo.
La lotta in Palestina è per logica elementare una lotta internazionalista: una lotta contro l'Imperialismo e il Sionismo GLOBALE, combattuta con meccanismi locali. C'è una continuità nella lotta tra l'interno e l'esterno, è per questo che io insisto sempre affinché il cosiddetto movimento di solidarietà non si fermi a essere "sostenitore" della causa, ma DEVE considerarsi ELEMENTO E PARTE della causa, quindi è una PARTE INTEGRANTE DELLA RESISTENZA.
Ora è il momento cruciale per intensificare il sostegno Internazionale per la causa Arabo Palestinese, non sulla base di una retorica disfattista di una soluzione a due Stati che rifiuta una parte dell'occupazione (occupazione dopo il 1967) ma ne ACCETTA un'altra (occupazione prima del 1967), ma sulla base della totale eliminazione dell'entità Sionista illegittima e razzista fatta di insediamenti coloniali.
Se cadiamo nella trappola Imperialista/Sionista di "guarda, i Palestinesi si ammazzano fra di loro, perché diavolo dovremmo preoccuparcene", allora perdiamo la Palestina tutti insieme, e PERDIAMO tutti allo stesso modo, perché è solo l'Imperialismo/ Sionismo che raccoglierà i profitti a scapito dell’intera popolazione.
Quando un individuo perde la vista, è responsabilità di tutti gli altri guidarlo nella via.
* Il Dott. Hisham Bustani è uno scrittore ed attivista, è un membro fondatore dell'"Alleanza Popolare di Resistenza Araba” e un membro della Commissione di Coordinamento di essa. E' anche un membro della Commissione esecutiva del Forum del Pensiero Socialista in Giordania.
(traduzione di Claudia Maria Piga)
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






