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Frontiere chiuse.

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La tecnologia del XXI secolo è ormai ricca in ogni sua realtà. Già negli anni ’60 dello scorso secolo, gli scienziati hanno messo piede sulla luna; sonde spaziali sono presenti dovunque; laboratori nucleari studiano con grandissime convenzioni economiche a loro disposizione, la corsa alle armi è ancor più oggi di attualità; in ogni parte del mondo sono presenti guerriglie, Stati assediati con le armi; nel Congo-Zaire è ancora presente una situazione di destabilizzazione e guerra civile dove i media tacciono. Molti angoli della nostra Terra sono in stato di guerra ma nessuno della grande informazione è tenuto a informare.Il Rapporto 2004 salute e globalizzazione dell’Osservatorio Italiano sulla salute globale cita: “- ….Negli ultimi quindici anni la strategia bellica delle grandi potenze – Stati Uniti in testa -, degli interventi militari di alleanze Onu (Golfo 1991) o della Nato (Repubblica federale di Jugoslavia 1999) e della coalizione angloamericana (Afghanistan 2002, Iraq 2003) è consistita nella distruzione mirata dell’ambiente, delle infrastrutture di comunicazione e di trasporto, con la finalità di rendere impossibile la normale vita di un paese.” – Tutto questo ci viene motivato da una determinazione di senso di giustizia contro la tirannia senza considerare che la distruzione dell’ambiente e della normale vita civile di un Paese è e resta di per sé un crimine.Lo stesso stato di salute civile globale è in serie condizioni: l’aids da 20 anni a questa parte sta disseminando morti in tutto il mondo e in particolare in Africa: una popolazione già segnata dall’estrema povertà adesso decimata anche da questa malattia. I virus che viaggiano per il mondo senza barriere territoriali  (gli agenti patogeni non fanno distinzioni di Nazioni) ma le Nazioni fanno eccome distinzioni di priorità e quella di porre rimedio alle malattie, alla povertà, alle contaminazioni dell’umanità per quella non c’è fretta!In Italia si è tolta – tagliando i fondi – alla ricerca la possibilità di svolgere la sua attività con successo, in America le condizioni dei ceti poveri sono private di ogni garanzia.Ogni Nazione industrializzata vive nel benessere con una disparità nei confronti  del Terzo Mondo che sembra quasi non essere appartenente alla realtà. Gli “sforzi” dei Summit dei grandi della Terra sono sempre colmi di grandi speranze ma poi niente si realizza  a favore di chi ha bisogno; gli abitanti del Terzo Mondo cercano di scappare dal loro inferno rifugiandosi in Paesi con maggiore fortuna e spesso vengono accolti con leggi inique, da esasperazioni da parte della popolazione che li accoglie poiché anche nei Paesi sviluppati i ceti bassi hanno i loro problemi e a volte si manifestano  con espressioni xenofobe.Ancora oggi, nel XXI secolo le frontiere restano chiuse, almeno quelle di una Nuova ed equa Globalizzazione intesa meno nei suoi valori economici ma di maggiore incisione della realtà umana.  

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