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Hasan Atiya al Nassar: il poeta "esule"

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Chi è Hasan Atiya al Nassar?

Hasan Atiya al  Nassar è un poeta dissidente che vive in Italia da oltre trent'anni. Nasce a metà degli anni cinquanta a Nassiria (vecchia Ur) nell'Iraq meridionale,  ma poi per motivi di studio si trasferisce a Baghdad. Durante il conflitto IRAN-IRAQ, nel 1981, egli fugge verso l'Europa: la famiglia era perseguitata dal governo di Saddam, due fratelli furono fucilati. 

Per evitare di fare la fine dei fratelli oppure andare in guerra, egli esce dal suo Paese e va in molti stati per poi  approdare in Italia, dove vivrà come profugo. Riesce ad avere il riconoscimento del suo diploma e si iscrive alla Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Firenze, dove si laurea e in seguito partecipa ad un dottorato di ricerca all’Università Orientale di Napoli.

Firenze è in pieno fermento culturale e si iscrive alla "lega degli scrittori, giornalisti e artisti democratici iracheni" che organizzano mostre e pubblicazioni,  partecipa alle iniziative e pubblica alcuni racconti in lingua araba dal titolo "Il massacro delle oche selvatiche (AZ Firenze 1986). Entra a far parte come membro del Comitato di consulenza della Rivista "Al-Menfiyon" (Esuli) che pubblica in Libano, e alla Camerata dei Poeti Toscani.  Inoltre inizia a collaborare con la Rivista DEA e con Ernesto Balducci per una nuova rivista "Testimonianze". 

Hasan inizia a scrivere racconti e poesie fin dalla fine degli anni ottanta, sia in arabo che in italiano, e sceglie un particolare linguaggio (poetica antica e moderna) per descrivere la sua triste condizione: usa tratti orientali, ma rinnovati e sicuramente contaminati dall' occidente.

Nelle sue poesie che sono "racconti vissuti" egli espime vari sentimenti ed emozioni: il dolore dell'esilio, l'anelito di una patria lontana e la presa di coscienza della fragilità dell'uomo di fronte al mondo circostante, in particolare la sua condizione di profugo che va oltre quella puramente geografica.

Inzia a relazionarsi con la città di Firenze attraverso la Mostra/incontro/spettacolo della Lega degli Scrittori, giornalisti e artisti Kurdi (iracheni) presso la Galleria DEA (1987) in Via delle seggiole 7 a Firenze. Nel 1991 primo libro di Hasan dal titolo Poesie dall'esilio e in seguito articoli sulla rivista DEA. Articolo su Liberazione 12 marzo 1995 -" Irak, amare rime dell'esilio". Prima edizione del libro Roghi sull'aqua Babilonese e poi II edizione .

PREMI

- 1991: Premio Fanzine "libera l'Idea". Viene pubblicato il suo primo libro "Poesie dell'esilio" e inizia a collaborare con la Rivista DEA.

- 1992: vince a Firenze con La foresta del cielo il premio della giuria del Concorso Nazionale di Poesia "Parole", indetto dalla rivista Varia.

- 1993: vince con Corona sull'acqua dell'amore il primo premio del Concorso di Poesia "Città di Castelfiorentino".

- 1994: vince il premio nazionale di poesia in lingua italiana, del Kiwanis Club Service di Acireale, con Aspettando il compagno che non rivedrò più.

- 1997: viene citato nell'antologia Esuli, curata da Paolo Mattei (Edizioni Minimum Fax).

- 2003: vince il premio nazionale di poesia Maria Marino della città di Caltagirone.

- 2005: vince il 'Premio Migrante' in occasione dell'Incontro poetico d'Europa, organizzato dal comune di Cervara di Roma in collaborazione con l'Università di Roma Tre.

Alcune sue poesie sono state richiede all'edizioni dea e stanno per uscire sul mercato statunitense, raccolte nell'antologia tradotta in inglese Stranger poets writing in italian. Inoltre, sarà presente nella prossima antologia Poeti dell'Arca, curata da Lea Bronzi (Foggia).

Alcuni suoi scritti vengo raccolti su "Siamo tutti immigrati" (2000) e nel 2004 viene prodotto un Cortometraggio "Shaar al Manfa", regia Silvana Grippi e Jimmy Ciak, che parteciperà al "Festival dei Popoli".

Ha partecipato a numerose conferenze dedicate al mondo islamico e alla cultura araba. Durante il conflitto del Golfo è stato intervistato dal TG2 per Pegaso, come interprete del pensiero degli esuli iracheni.

Ha recitato nella rappresentazione teatrale Io è un altro, di Barbara Nativi, ispirato alla vita del poeta Arthur Rimbaud.

E' stato invitato in Francia per un incontro di poeti internazionali europei ma non ha partecipato .

Nel 2012  partecipa a Palermo al reading "Multi/versi nel mare tra le terre" in occasione dell'incontro internazionale "Islam in Sicilia: un giardino tra due civiltà".

Il suo ultimo inedito ("Senza titolo") è stato pubblicato su "DEA tra cielo e terra" (6/2012). 

Partecipa all'Incontro video-letterario con Hasan Atiya al Nasar – a cura di Silvana Grippi e Simone Siliani. Appuntamento presso il Comune di Firenze - Q2 - Villa Arrivabene: video sulla cultura araba in italia. Reading con Simone Rebora, a seguire dibattito, commento e contraddittorio a microfono aperto per esprimere e condividere l'amore per l'arte poetica e studiarne le sue sfaccettature. Silvana Grippi introduce: con questa iniziativa vogliamo dare la parola alla poesia contemporanea, alle affinità tra: una donna italiana ed un uomo mediorientale e due forme di scrittura differenti per cultura e genere, un lavoro serio e sperimentale analizzato per la prima volta come dialogo in divenire.

PUBBLICAZIONI:

  • Hasan Atiya Al-Nassar, Il massacro delle oche selvatiche, Firenze, Lega degli scrittori, giornalisti e artisti democratici iracheni, 1986.
  • Hasan Atiya Al-Nassar, Poesia dall'esilio, Firenze, Edizioni DEA, 1991.
  • Hasan Atiya Al-Nassar, La letteratura dell'esilio: il caso iracheno, Milano, CUSL, 1996.
  • Hasan Atiya Al-Nassar, Quaderno Mediorientale I - "Cittadini della Poesia", Firenze, Loggia de' Lanzi, 1998.
  • Hasan Atiya Al-Nassar - AA.VV, Immigrati siamo tutti, a cura di Silvana Grippi e Pio Baldelli, Firenze, Ed. DEA., 2000.
  • Hasan Atiya Al-Nassar (con AA.VV., a cura di Lia Bronzi), Antologia dei poeti dell'arca, Foggia, Bastogi, 2004.
  • Hasan Atiya Al-Nassar (con AA.VV., a cura di Mia Lecomte), Ai confini del verso, Firenze, Le Lettere, 2006.
  • Hasan Atiya Al-Nassar (con AA.VV., a cura di Mia Lecomte, Luigi Bonaffini), A New Map: The Poetry of Migrant Writers in Italy, Los Angeles (USA), Green Integer, 2007.
  • Hasan Atiya Al-Nassar, Roghi sull'acqua babilonese, Firenze, Ed. DEA, 2003
  • Tre edizioni.

 

Altre sue opere sono state pubblicate in riviste specializzate, in Italia e all’estero. Alcune poesie si trovano in riviste specializzate come: "Eleusis, Variam, Rivista DEA, Plurale, Si scrive, Le Pagine, Semicerchio,  Kumà e Testimonianze.

"In Francia ha pubblicato sulla rivista Confluences Poétiques. Testi scelti, editi e inediti, vengono pubblicati periodicamente sul blog di  Bibbia d'Asfalto a cura di Edoardo Olmi 

 

Ho conosciuto Hasan Atiya al Nassar all'apertura della Galleria DEA, oppure all'Università - non mi ricordo - ma la nostra amicizia è stata lunga e travagliata. Eccovi alcune recensioni precedenti:

 “E' necessario ricordare, quando si parla di autori come Hasan Atya al Nassar, che troppo a lungo l'editoria italiana ha trascurato e sottovalutato la produzione letteraria islamica contemporanea, rendendo inaccessibile alla maggioranza dei lettori una cultura fecondissima di opere e di autori. Le poesie gli permettono di "raccontarsi" liberamente, senza costrizioni come testimone e come vittima non rassegnata, di gridare il sogno della "riscossa d'IRAQ", di recuperare tutto il suo dolore o, semplicemente, d'ammettersi stanco e spossato ("ed io ho perso tutte le mie forze").  Non si può parlare della poesia di Hasan se non si conosce la poesia araba. La sua poesia è quasi una “qasida” che può essere composta anche da cento versi, con parole fluttuanti e rimate che rendono il pensiero una unità descrittiva. Hasan come un rawi declama, ma non è sempre il solito soggetto: da oratore a pensiero inconscio, a personaggio esterno, fino ad affrontare situazioni storico-geografiche in transizione tra tempo reale e tempo mentale. Egli registra dei fatti, personali o collocati nella memoria storica, come in un registro (diwan). Uno spazio-tempo che assurge a racconto colloquiale come nella qasida veniva recitata per l'elogio ai sovrani o l'esaltazione divina attraverso la descrizione della natura o dell'amore. Per concludere, i suoi componimenti sono mixati tra la cultura orientale e la cultura occidentale. L'importanza dell'incontro sovrastrutturale della forma poetica, che assurge all'anima per esporre un pensiero, è la particolarità di Hasan Atiya al Nassar.” - Silvana Grippi/DEApress

 

 

 Eccovi alcuni link:

http://www.deapress.com/culture/letteratura/14774-edizioni-dea-hasan-atiya-al-nassar.html

http://www.deapress.com/articoli-mainmenu-29/cultura/13346-hasan-atya-al-nassar.html

http://www.deapress.com/archivio/editoriali/9776-hassan-atya-al-nassar-al-dea.html

http://www.deapress.com/culture/caffe-letterario/17553-edizioni-dea-2014.html

http://www.deapress.com/internazionale/17207-hasan-atiya-al-nassar-poeta.html

http://www.deapress.com/culture/letteratura/14782-edizioni-dea-collana-di-poesie.html

 

Foto di Hasan Atiya al Nassar

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 03 Novembre 2021 19:06 )  

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