KRISHNA BISWAS
“PANIR”

“Respira” - Official Video
Una produzione RadiciMusic di Firenze che da voce e sostanza alla scrittura di un fiorentino di adozione, un poco indiano e un poco americano nelle origini. Parliamo di Krishna Biswas che pubblica questo lavoro di sola chitarra acustica dal titolo “Panir” in cui troviamo 17 brani strumentali in una lunga suite divisa in 4 capitoli più altri brani esterni dal concetto ma comunemente amalgamati nello spirito e nell’estetica. Quello che vi stiamo consigliando è un viaggio ultraterreno dove non ci sono appigli quotidiani per l’ascolto e la comprensione, dove soltanto noi con la nostra sensibilità possiamo dare un senso, una chiave di lettura, un’immagine alle sensazioni che questo ascolto ci restituisce. Un lavoro lungo e decisamente impegnativo. In rete il bellissimo video con la pittura dell’artista Fresnopesciacalli.
Chitarra acustica, Fingerstyle, composizioni strumentali. Un linguaggio “nuovo” per i tempi di oggi. Cosa ne pensi? Ovviamente tutt’altro che nuovo, ecco il perché delle virgolette…
Penso che la chitarra acustica offra un territorio di espressione accogliente per un musicista animato dal desiderio di esplorazione delle possibilità tecniche e combinazioni sonore a basso prezzo di mercato; sono sufficienti un buono strumento ed il tempo per elaborare le proprie scelte. Mi sono accorto osservando il materiale proposto da molti chitarristi acustici contemporanei che il modello è spesso simile tra di loro, come avveniva per il movimento di chitarristi elettrici virtuosi degli anni '80 e '90. Personalmente nei dischi che pubblico non uso fingerstyle nè cerco di proporre un modello aderente a quello dei chitarristi famosi al momento, nè tantomeno alla musica legata in particolare alla chitarra - gli ascolti più influenti sulla mia personalità non sono legati alla chitarra. Il mio contatto con la chitarra acustica nasce dall'esigenza di emanciparmi dai rituali del chitarrismo elettrico ed acustico che frequento ancora per motivi professionali e che mi diverte ed educa sempre beninteso ma che non mi rappresenta artisticamente. Da qui ad esempio l'esigenza di usare accordature alternative a quella standard onde depistare le abitudini gestuali che percepivo come una forte limitazione.
Però in effetti da più parti si sta tornando indietro nel tempo, vedi ad esempio i vinili. Come mai secondo te?
Noto anch'io questa tendenza, credo sia un gioco di risacca del mercato.
“Panir”: è passato un po’ dalla sua nascita. Col senno del poi? Che disco è stato e che disco è diventato?
"Panìr" è rappresentativo di un rapporto tra le scelte estetiche ed il contenuto nel momento in cui è stato concepito e poi lavorato. Di più non posso dire senza essere impreciso o vago. Posso chiosare comunicando che è un disco che mi ha trasmesso ed alimentato il desiderio di continuare a fare musica indipendentemente dall'esito sociale.
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