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Torino:installazione shock sulla violenza alle donne

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Nude in una cabina di vetro: installazione shock sulla violenza alle donne

Un monolite nero, che si illumina non appena si è vicini per mostrare una donna nuda e prigioniera nello stesso tempo. L'installazione dell'artista e designer torinese Raoul Gilioli si chiama "Pu-pì-lla (through the looking glass)", è un'opera pensata per denunciare gli abusi e le violenze sulle donne e sarà in tutta Torino ad agosto.

Il tema è l'imprigionamento, il rapporto tra protezione e segregazione, origine prima della violenza sulle donne. Il mezzo è un'installazione in cristallo nero a forma rettangolare con all'interno una giovane nuda. Il pubblico si avvicina e se lo desidera sfiora il cristallo e accende la luce, rendendolo trasparente. Il monolite farà il giro di Torino nel mese di agosto: prima via Po e piazza Vittorio, la Mole Antonelliana, poi piazza Carignano e Porta Palazzo.

L’artista ha descritto la sua opera come un’occasione per mettere l’arte al servizio del sociale e imporre al pubblico una scelta: toccare "il sarcofago" e riflettere sul problema, oppure allontanarsi e ignorarlo.

Il concetto principale dell’opera è una donna nuda, priva di difese. Ma imprigionata. E le pareti del cristallo possono rappresentare una protezione dal mondo esterno, una sorta di “campana di vetro”all’interno della quale la donna è spesso costretta a rifugiarsi, forzata così ad un sorta di immobilità nella sua condizione femminile; ma anche le mura di casa, un luogo apparentemente sicuro dove in realtà si consumano la maggior parte delle violenze; oppure i veli fisici e le prigioni mentali che diverse culture e religioni impongono al mondo femminile.

Limiti che sono presenti tutt’intorno a noi, ma troppo spesso ignorati.

Nora Mulè.

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 30 Settembre 2014 12:39 )  

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