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Una sentenza della Cassazione attenua lo stupro completo

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Secondo i giudici della Corte di Cassazione esistono possibili attenuanti allo stupro completo, in quanto è necessario “considerare la rilevanza la qualità dell'atto compiuto, il grado di coartazione, il danno arrecato e l'entità della compressione", più che la quantità della violenza imposta.

Una sentenza particolarmente preoccupante, che a mio parere attenua il reato stesso e rende la violenza sessuale più “accettabile” dal punto di vista penale e morale. Questo perchè proviene da un organo fondamentale che dovrebbe proteggere i suoi cittadini e cittadine e che orienta la giurisprudenza nazionale.

La Cassazione ha accolto il ricorso di un violentatore condannato per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale sulla moglie e al quale la Corte di Appello di Venezia aveva confermato la pena emessa dal gip di Vicenza, che escludeva l'ipotesi dello stupro di minore gravità dato che l'uomo aveva imposto con violenza pìù rapporti completi alla sua compagna.

Le toghe hanno giudicato "fondato" il ricorso del violentatore che ha sostenuto che, per valutare la gravità di uno stupro, deve "assumere rilevanza la qualità dell'atto compiuto, più che la quantità di violenza fisica esercitata".

“Stiamo sminuendo l’importanza di un delitto così efferato come lo stupro che sembra quasi un’istigazione a delinquere. E questo avviene in un momento particolarmente grave e violento per le donne, dove quasi ogni giorno c’è una donna uccisa” dice Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente di Telefono Rosa. 

Dello stesso avviso l’avvocatessa Giulia Bongiorno:“Mi sembra che voglia derubricare il reato: che, insomma, si vada nella direzione di voler ridimensionare la violenza sessuale in sé”.

Un orientamento incomprensibile e non condivisibile: “Davvero più grave di così, di uno stupro completo, che cosa vogliamo?”

Nora Mulè/Tirocinante Deapress

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 30 Settembre 2014 12:38 )  

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