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Se ne va Cauteruccio, siamo tutti più poveri

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Si è spento sabato 11 gennaio 2026 a Sibari, nella sua amata Calabria, Giancarlo Cauteruccio. Aveva 69 anni. Con lui scompare uno dei protagonisti assoluti della seconda avanguardia teatrale italiana, un artista che ha saputo intrecciare teatro, arti visive, nuove tecnologie e poesia in una ricerca estetica radicale e visionaria che ha segnato profondamente la scena culturale fiorentina e nazionale.

Nato a Marano Marchesato, in provincia di Cosenza, il 2 luglio 1946, Cauteruccio arrivò a Firenze a diciannove anni per studiare arte e architettura. Fu proprio quella formazione a plasmare la sua cifra stilistica: la tecnologia trasformava lo spazio scenico in un organismo vivente, un campo di sperimentazione dove corpi, luci, parole e immagini potevano dialogare in forme se non inedite in assoluto almeno sempre nuove.

ritratto

La rivoluzione estetica: l'Eneide di Krypton

La svolta arrivò negli anni Ottanta, in quella cantina di via de’ Bardi 32, ai piedi di Costa San Giorgio, che stava diventando il cuore pulsante della scena underground fiorentina. Lì, dove i Litfiba muovevano i primi passi, Cauteruccio intuì le potenzialità di un sodalizio che avrebbe cambiato la storia del teatro italiano. Nel 1983 nacque Eneide di Krypton, lo spettacolo che fece conoscere i Litfiba al grande pubblico e che rappresentò una vera e propria rivoluzione estetica.

La messa in scena del poema virgiliano era qualcosa che il teatro italiano non aveva mai visto: laser verdi che solcavano la platea, tapis roulant su cui si muovevano i performer, un uso pioneristico della tecnologia che trasformava il palcoscenico in una superficie post-moderna dove l'immagine aveva lo stesso peso della parola. Piero Pelù recitava alcuni versi dell’Eneide mentre le tastiere di Antonio Aiazzi e il basso di Gianni Maroccolo creavano un tappeto sonoro che oscillava tra rock sperimentale e darkwave. Era la rappresentazione di un poema epico in chiave contemporanea, un racconto fortemente visivo che azzerava la parola poetica tradizionale per ricercare nuove forme espressive.

Da quella colonna sonora i Litfiba incisero il loro primo, ormai introvabile, album, che divenne un oggetto di culto per generazioni di appassionati. Lo spettacolo, dopo un lungo tour, venne presentato al prestigioso La MaMa Theatre di New York, consacrando internazionalmente la ricerca di Cauteruccio.

Trent’anni dopo, nel 2014, Cauteruccio tornò a lavorare con i membri storici dei Litfiba per una nuova versione dell’Eneide, presentata con grande successo al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Se nello spettacolo originale del 1983 il regista e i musicisti restavano nascosti in cabina di regia, in questa nuova incarnazione entrarono in scena per convogliare dal vivo quell'energia creativa che era stata il loro punto di partenza. Non più solo rumore estetico, ma una vibrazione di suono e voce capace di contrastare il «marcio rumore contemporaneo» e di ripristinare il senso profondo della poesia.

Con ancora negli occhi le immagini del recente mediometraggio di Stefano Pistolini Uscivamo spesso la notte che vorrebbe, senza riuscirci a nostro avviso, celebrare gli anni del rinascimento rock fiorentino, è decisamente insolito che, in mezzo a testimonianze di ogni genere (talvolta così insipide, insignificanti e autoreferenziali da sfiorare il volgare), non una parola venga riservata ad un capitolo e ad un protagonista così importante di quegli anni e di quella vicenda come Cauteruccio.

krypton

Dal Marchingegno ai Krypton: una ricerca radicale

Prima ancora dell’Eneide, Cauteruccio aveva fondato nel 1977 a Firenze il gruppo “Il Marchingegno”, primo laboratorio di sperimentazione performativa attivo fino al 1982. Le sue opere furono presentate in contesti artistici, museali e urbani di rilievo: dal Politecnico di Torino al Museo d'Arte Moderna di Roma, dal Forte Belvedere al Rondò di Bacco di Palazzo Pitti, dal Castello dell'Imperatore di Prato al Castello Sant’Elmo di Napoli. Era una performance art che occupava gli spazi della memoria e della modernità, trasformandoli in campi di azione poetica.

Nel 1982 diede vita al Gruppo di ricerca teatrale Multimedia Krypton, poi Teatro Studio Krypton, una delle prime compagnie italiane di teatro d’arte e oggi riconosciuta come una delle realtà più autorevoli del teatro di ricerca italiano. Dal 1992 fu direttore artistico del Teatro Studio di Scandicci, che guidò fino al 2015 come luogo di sperimentazione, formazione e apertura internazionale, ospitando personalità e compagnie di grande rilevanza.

Un corpus visionario: dalla lirica al video-teatro

Oltre cinquanta le regie di Cauteruccio nei circuiti nazionali e internazionali. Collaborò con artisti del calibro di Billie Whitelaw, Irene Papas, Piera degli Esposti, Anna Bonaiuto, Leo De Berardinis, Ornella Vanoni, Franco Battiato, 99 Posse. Curò regie d'opera contemporanea per la Biennale Musica di Venezia e per il Maggio Musicale Fiorentino, mise in scena L’Oro del Reno di Wagner nell'auditorium della Brucknerhaus di Linz, il Gilgamesh di Battiato e La Sonnambula di Bellini al Teatro dell’Opera di Roma. I suoi lavori furono ospitati al Teatro Mossoviet di Mosca, a Documenta di Kassel, al festival Ars Electronica di Linz, oltre che a Berlino, Zagabria, Oslo e Valencia. Opere di video-teatro sono conservate presso gli archivi della Biennale di Venezia e della Triennale di Milano.

Collaborò con intellettuali e artisti come Achille Bonito Oliva, Alessandro Mendini, Carlo Bordini, Francesco Dal Co, Giovanni Sollima, Enrico Ghezzi, Orlan, Stelarc, Jean Baudrillard, Marc Augé e Mario Luzi, costruendo un dialogo interdisciplinare che rifletteva la sua visione del teatro come arte totale.

Eneide-di-Krypton-Un-nuovo-canto-ph-Guido-Mencari

Il ritorno alle radici

Nel 2021 Cauteruccio lasciò Firenze per tornare in Calabria, a Sibari, nei luoghi delle sue origini. Anche lì continuò a creare opere di alto impegno civile, storico e letterario: Chiamata alle Arti per Cutro. Arithmos KR46M0 sulla spiaggia della strage, Il ritorno del soldato da Saverio Strati, Luoghi sconfinati, installazione per il Centenario di Pier Paolo Pasolini sulla facciata del Teatro Politeama di Catanzaro. Fondò e diresse il Magna Graecia Teatro Festival, portando la sua visione artistica nel Mediterraneo.

Dal 2014 aveva ideato e diretto laboratori sperimentali di Teatro/Architettura presso l'Università di Firenze e l'Accademia di Belle Arti di Perugia, lasciando un segno profondo nella formazione di nuove generazioni di artisti. Fu anche docente in Italia e negli Stati Uniti.

L'eredità di Giancarlo Cauteruccio va ben oltre i singoli spettacoli. La sua capacità di intrecciare corpo, spazio e parola, di far dialogare l'antico con il contemporaneo, di utilizzare le nuove tecnologie non come orpello ma come parte integrante del linguaggio teatrale, lo rende una figura irrinunciabile per comprendere l'evoluzione della scena italiana. Quella cantina di via de’ Bardi, tappezzata dalle scritte dei fan dei Litfiba, è anche un monumento al suo genio visionario, al coraggio di chi ha saputo vedere oltre, trasformando la superficie post-moderna in una nuova vibrazione di senso.

 

 

crediti fotografici: foto 1 e 2 dal web, foto 3 copyright Guido Mencari

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 13 Gennaio 2026 15:36 )  

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