Confindustria attacca il governo e annuncia un "manifesto per l'Italia": aumento età pensionabile, vendita beni pubblici, liberalizzazioni e riforma fiscale
Fatto fuori Berlusconi cosa ci attende? Molti se lo stanno domandando e forse nessuno, neanche i probabili protagonisti del 'post', sanno rispondere. Ma una cosa è certa. Se la tendenza che va per la maggiore (basta leggere repubblica, corriere, sole24ore...) è quella di sostenere le politiche economiche europee, compresa l'ultima scandalosa proposta di ricapitalizzare le banche private con soldi pubblici, stiamo messi proprio male.
Se poi in Italia anche a sinistra si da' risalto e consenso alle proposte della Marcegaglia (leggere repubblica.it per conferma) allora stiamo messi anche peggio. Oggi la Emma 'rivoluzionaria' ha nuovamente sferrato un duro attacco al governo Berlusconi lanciando un aut aut: O si fa qualcosa di serio o scinderemo le nostre responsabilità dalle loro. La parola 'responsabilità' forse è la più usata e abusata negli ultimi mesi per sostenere politiche a volte anche peggiori della malattia che si intendeva curare (vedi voto sulle manovre).
Ma la Emma non si è fermata qua e da buona leader dell'opposizione ha lanciato il suo 'manifesto per l'Italia', un documento con le ricette giuste (a suo dire) per uscire dalla crisi e rilanciare la crescita. Ricette tipo ulteriore innalzamento dell'età pensionabile, (s)vendita dei beni pubblici, privatizzazioni, liberalizzazioni e chi più ne ha più ne metta.
Repubblica.it oggi le fa una gran pubblicità, mettendola come prima notizia, e ci pare allora opportuno riprendere proprio il testo dettagliato del quotidiano di De Benedetti per far capire meglio a voi di cosa si tratta:
Nel manifesto di Confindustria saranno contenute quelle poche riforme che secondo la presidente Emma Marcegaglia serviranno a rilanciare l'Italia. Gli industriali chiedono una riduzione della spesa pubblica "non più solo con tagli lineari", una "riforma delle pensioni che ci metta in linea con gli altri Paesi europei", usando i soldi che così sarebbero risparmiati per "abbassare il cuneo fiscale, a partire dai giovani", ha aggiunto la presidente.
Confindustria chiede poi una vendita dei beni pubblici, "vendere il patrimonio anche per abbassare il deficit, per diminuire l'ingerenza del pubblico che è ancora troppo forte e si porta dietro clientele, oltre a fare concorrenza sleale".
Un altro tema che sarà trattato nel documento è quello delle liberalizzazioni, perchè "nell'ultima manovra non c'è quasi niente", e anche quello delle infrastrutture, "un tema che riguarda tutto il Paese. Dobbiamo guardarci in faccia - ha proseguito - e domandarci se vogliamo tornare a crescere".
Infine Marcegaglia ha ribadito che non è più possibile aspettare "la riforma fiscale", "perchè occorre abbassare le tasse a chi tiene in piedi il Paese, lavoratori e imprese. Siamo pronti anche a una piccola patrimoniale, lo abbiamo detto, pur di avere meno tasse".
"Fa male vedere una carenza di leadership anche a livello europeo", tre anni dopo la grande crisi del 2008 e dopo la crisi che da tempo sta coinvolgendo la Grecia. ha aggiunto poi la Marcegaglia. "Non può esserci una moneta unica senza una politica economica comune, senza un budget federale", ha spiegato.
Repubblica.it oggi le fa una gran pubblicità, mettendola come prima notizia, e ci pare allora opportuno riprendere proprio il testo dettagliato del quotidiano di De Benedetti per far capire meglio a voi di cosa si tratta:
Nel manifesto di Confindustria saranno contenute quelle poche riforme che secondo la presidente Emma Marcegaglia serviranno a rilanciare l'Italia. Gli industriali chiedono una riduzione della spesa pubblica "non più solo con tagli lineari", una "riforma delle pensioni che ci metta in linea con gli altri Paesi europei", usando i soldi che così sarebbero risparmiati per "abbassare il cuneo fiscale, a partire dai giovani", ha aggiunto la presidente.
Confindustria chiede poi una vendita dei beni pubblici, "vendere il patrimonio anche per abbassare il deficit, per diminuire l'ingerenza del pubblico che è ancora troppo forte e si porta dietro clientele, oltre a fare concorrenza sleale".
Un altro tema che sarà trattato nel documento è quello delle liberalizzazioni, perchè "nell'ultima manovra non c'è quasi niente", e anche quello delle infrastrutture, "un tema che riguarda tutto il Paese. Dobbiamo guardarci in faccia - ha proseguito - e domandarci se vogliamo tornare a crescere".
Infine Marcegaglia ha ribadito che non è più possibile aspettare "la riforma fiscale", "perchè occorre abbassare le tasse a chi tiene in piedi il Paese, lavoratori e imprese. Siamo pronti anche a una piccola patrimoniale, lo abbiamo detto, pur di avere meno tasse".
"Fa male vedere una carenza di leadership anche a livello europeo", tre anni dopo la grande crisi del 2008 e dopo la crisi che da tempo sta coinvolgendo la Grecia. ha aggiunto poi la Marcegaglia. "Non può esserci una moneta unica senza una politica economica comune, senza un budget federale", ha spiegato.
"O i leader europei hanno la capacità di superare i nazionalismi oppure io penso che tutto quello che abbiamo fatto nell'Unione europea rischia di non restare in piedi. E in questo caso le conseguenze sarebbero devastanti".
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