"Comunicato stampa. Firenze 24/09/2011
manifestazione del movimento di lotta per la casa contro il tentativo di criminalizzazione dei movimenti.
Stamani 400 persone hanno partecipato al corteo indetto per protestare contro l'ennesimo tentativo di criminalizzazione dei movimenti. Siamo scesi in piazza per ricordare a chi governa questa città che è la loro stessa incapacità di intervento a sostegno dei settori più deboli della società e l'assenza di politiche efficaci che ci costringe a dare le risposte che le istituzioni non danno e se questo deve essere considerato un crimine allora siamo tutti criminali. Viviamo in un paese senza governo investito dalla crisi economica dove non sono le mazzette, la corruzione, i favori e le speculazioni che vengono perseguiti ma le azioni di protesta e di autodifesa dei cittadini più poveri che si vedono privati di ogni elementare diritto a vivere dignitosamente. Il corteo si è snodato per le vie del centro con delle soste sotto la prefettura, sotto la sede della presidenza della Regione e sotto il tribunale per richiamare tutte queste istituzioni alle loro responsabilità per le condizioni di vita sempre più difficili che centinaia di persone vivono quotidianamente sulla loro pelle. Ad ogni sede sul portone chiuso abbiamo affisso una lettera appello dei rifugiati somali, etiopi ed eritrei che le istituzioni continuano ad ignorare... La totale carenza di interventi strutturali nelle politiche abitative rappresenta la caratteristica più evidente nel governo del territorio che si è manifestato negli ultimi venti anni. In questo vuoto è inserito con effetti ancora più devastanti il processo di privatizzazione del patrimonio pubblico e la crisi globale. D’altro canto siamo convinti che il diritto alla casa è pienamente realizzabile attaccando la rendita e la speculazione, rispettando l’ambiente, creando contesti eco e socio-sostenibili. Sosteniamo l’occupazione come una delle forme più drastiche di riappropriazione e di difesa di un diritto fondamentale come quello all’abitare. Occupazione intesa non solo come pratica di lotta e conflitto dal basso, come ultima risposta ad un bisogno insoddisfatto, ma anche come progetto di recupero urbano e sociale, inserito in un tentativo di ricostruzione dei legami di solidarietà e di uguaglianza, capaci di sgomberare il campo dal razzismo e dalla frammentazione. Rilanciamo in tutta la Regione delle iniziative per un aumento consistente del patrimono edilizio pubblico, in modo che esso sia finalmente adeguato al soddisfacimento del diritto alla casa e allo stesso tempo non sia speculativo ma “sostenibile”, soprattutto attraverso il recupero delle aree dismesse e delle aree militari e la riconversione degli stabili sfitti e vuoti, oggetto della speculazione immobiliare. Difendiamo il patrimonio pubblico, degli Enti e delle Fondazioni, da ulteriori processi di svendita e cartolarizzazione insieme a tutto l’inquilinato residente. Esigiamo e ci attiviamo per il blocco degli sfratti per morosità e degli sgomberi, contrastando tutte le politiche di assistenzialismo e controllo che generano la distruzione dei legami di solidarietà nei quartieri e sperperano ulteriore denaro pubblico. Sosteniamo e promuoviamo in questo ambito le esperienze di autorecupero che, autonomamente e dal basso, inventano nuove forme dell’abitare, investendo il proprio tempo e la propria capacità creativa nella costruzione di progetti alternativi nelle forme progettuali architettoniche e di socialità. Sosteniamo la creazione di proposte di legge che riconoscano e valorizzino questi percorsi. Pensiamo infatti che sia necessario agire anche spingendo per l’adozione di normative e pratiche più avanzate in anche nel contesto della crisi che rende ancora più carenti di strumenti e di iniziative per un nuovo welfare.
Se credete che tutto cio sia un crimine allora arrestateci tutti...
Stamani 400 persone hanno partecipato al corteo indetto per protestare contro l'ennesimo tentativo di criminalizzazione dei movimenti. Siamo scesi in piazza per ricordare a chi governa questa città che è la loro stessa incapacità di intervento a sostegno dei settori più deboli della società e l'assenza di politiche efficaci che ci costringe a dare le risposte che le istituzioni non danno e se questo deve essere considerato un crimine allora siamo tutti criminali. Viviamo in un paese senza governo investito dalla crisi economica dove non sono le mazzette, la corruzione, i favori e le speculazioni che vengono perseguiti ma le azioni di protesta e di autodifesa dei cittadini più poveri che si vedono privati di ogni elementare diritto a vivere dignitosamente. Il corteo si è snodato per le vie del centro con delle soste sotto la prefettura, sotto la sede della presidenza della Regione e sotto il tribunale per richiamare tutte queste istituzioni alle loro responsabilità per le condizioni di vita sempre più difficili che centinaia di persone vivono quotidianamente sulla loro pelle. Ad ogni sede sul portone chiuso abbiamo affisso una lettera appello dei rifugiati somali, etiopi ed eritrei che le istituzioni continuano ad ignorare... La totale carenza di interventi strutturali nelle politiche abitative rappresenta la caratteristica più evidente nel governo del territorio che si è manifestato negli ultimi venti anni. In questo vuoto è inserito con effetti ancora più devastanti il processo di privatizzazione del patrimonio pubblico e la crisi globale. D’altro canto siamo convinti che il diritto alla casa è pienamente realizzabile attaccando la rendita e la speculazione, rispettando l’ambiente, creando contesti eco e socio-sostenibili. Sosteniamo l’occupazione come una delle forme più drastiche di riappropriazione e di difesa di un diritto fondamentale come quello all’abitare. Occupazione intesa non solo come pratica di lotta e conflitto dal basso, come ultima risposta ad un bisogno insoddisfatto, ma anche come progetto di recupero urbano e sociale, inserito in un tentativo di ricostruzione dei legami di solidarietà e di uguaglianza, capaci di sgomberare il campo dal razzismo e dalla frammentazione. Rilanciamo in tutta la Regione delle iniziative per un aumento consistente del patrimono edilizio pubblico, in modo che esso sia finalmente adeguato al soddisfacimento del diritto alla casa e allo stesso tempo non sia speculativo ma “sostenibile”, soprattutto attraverso il recupero delle aree dismesse e delle aree militari e la riconversione degli stabili sfitti e vuoti, oggetto della speculazione immobiliare. Difendiamo il patrimonio pubblico, degli Enti e delle Fondazioni, da ulteriori processi di svendita e cartolarizzazione insieme a tutto l’inquilinato residente. Esigiamo e ci attiviamo per il blocco degli sfratti per morosità e degli sgomberi, contrastando tutte le politiche di assistenzialismo e controllo che generano la distruzione dei legami di solidarietà nei quartieri e sperperano ulteriore denaro pubblico. Sosteniamo e promuoviamo in questo ambito le esperienze di autorecupero che, autonomamente e dal basso, inventano nuove forme dell’abitare, investendo il proprio tempo e la propria capacità creativa nella costruzione di progetti alternativi nelle forme progettuali architettoniche e di socialità. Sosteniamo la creazione di proposte di legge che riconoscano e valorizzino questi percorsi. Pensiamo infatti che sia necessario agire anche spingendo per l’adozione di normative e pratiche più avanzate in anche nel contesto della crisi che rende ancora più carenti di strumenti e di iniziative per un nuovo welfare.
Se credete che tutto cio sia un crimine allora arrestateci tutti...
movimento di lotta per il diritto alla casa
24/09/2011"
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